CNIT partner di D-Orbit nella missione spaziale D-SAT

D-Sat (https://www.dsat.space/) è una missione spaziale concepita con un occhio alla sostenibilità. Grazie a un innovativo dispositivo di decommissioning, D-Sat è il primo satellite capace di rimuovere sé stesso dall’orbita in maniera diretta e controllata alla fine della sua missione. Stiamo aprendo una nuova era nel settore spaziale caratterizzata da satelliti di nuova generazione che lasciano lo spazio pulito al termine della loro missione invece di trasformarsi in pericolosi relitti spaziali.

D-Sat è il primo satellite equipaggiato con un dispositivo dedicato all’esecuzione di una manovra per il rientro diretto e controllato. Grazie a D-Orbit Decommissioning Device (D3), una tecnologia sviluppata da D-Orbit per il mercato satellitare, D-Sat eseguirà una precisa manovra di rientro diretto e controllato che causerà il rientro del satellite in atmosfera in appena 30 minuti, causandone la disintegrazione al di sopra di aree non abitate.
Questa stessa tecnologia può essere dimensionata in modo da funzionare su satelliti più grandi, offrendo una maniera sicura e efficace per risolvere il problema dei detriti spaziali che offre agli operatori la possibilità di usare il combustibile interno per estendere la missione dei loro satelliti.

La missione D-Sat ha una doppia finalità. Da una parte è una missione per testare e validare la tecnologia di decommissioning. Dall’altra, D-Sat ospita tre esperimenti, che a loro volta hanno finalità sociali e ambientali: SatAlert, Debris Collision Alerting System (DeCas), and Atmosphere Analyzer.

SatAlert è un esperimento sviluppato in collaborazione con il CNIT e l’Univesità di Firenze per testare e validare il protocollo di emergenza MAMES (Multiple Alert Message Encapsulation). Una volta in orbita, D-Sat raccoglierà messaggi di emergenza inviati dalla stazione di terra, li immagazzinerà a bordo, e li redistribuirà a enti di pubblica sicurezza dopo aver ricevuto un apposito comando.

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